Gruppo Kamenge Pavia

Padre Claudio Marano

Un omone, a volte un po’ burbero e scontroso, di 64 anni, nato a Trivignano Udine (italia), scopre il Burundi nella parrocchia di Minago nel 1981. Tre anni dopo viene espulso dal regime, allergico alla Chiesa. Nel 1990, ritorna in Burundi per preparare un progetto a favore dei giovani da realizzare alla periferia di Bujumbura, della cui costruzione sarà il supervisore. E così nel 1992 il Centre Jeunes Kamenge inizia le sue attività. Poi la guerra se ne immischia.
Nel 1994, è rapito e sequestrato. Un’altra volta, una mina, una bomba lanciata nella zona del CJK dove vive finisce tra le cisterne dell’acqua facendo solo danni e rumore. Sarà minacciato verbalmente, per iscritto, per telefono. Resisterà sempre, grazie ad una disciplina quasi religiosa e alla passione di servire i giovani. Nel 2002 riceve insieme al CJK il Nobel Alternativo per la Pace.


Là, al Centro, si incroceranno giovani Hutu e Tutsi, che impareranno a rispettarsi mentre altrove nel paese infuria il demone dell’etnismo. 20 anni dopo, spiega: “I giovani, non hanno bisogno di molte spiegazioni. Soltanto di regole chiare di vita in comune, e lasciare andare le cose.” E così funziona: 45.000 iscritti al Centro, che hanno frequentato, condiviso, imparato a lavorare con 460 associazioni, 34 comunità religiose, sei comuni (Ngagara, Kinama, Kamenge, Cibitoke, Gihosha, Buterere), con 110 scuole elementari e una biblioteca che offre qualcosa di più di 19.000 titoli…, tutto spesso nel silenzio “lontani da giornalisti che si dimenticano spesso di venire a vedere cosa succede qui, gli spettacoli, i concerti, etc. un grande casino” dice. Poi padre Claudio precisa sorridendo: “Per iscriversi, devono venire in coppia, un ragazzo e una ragazza. Occorre smuoverle le ragazze. E’ vitale per le famiglie, qui, nei quartieri Nord di Bujumbura.”

Claudio Marano

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