Gruppo Kamenge Pavia

Sui veleni ecco le smentite

Con una scusa e l’altra ho parlato in diretta ho smentito le notizie ufficiali messe in giro dal foglio, e come loro dicono, passate dal Burundi. Sono stato con la Radio Vaticana, Tele Sat2000, Radio 1, Misna editoriale, Mo, le scuse del Foglio, Avvenire,Libre Belgique,Nunzio, Vescovo, Molti si sono accorti che il Burundi è ancora là, si sono fatti vivi e in sinergia un mucchio di amici.
Oggi c’ è stata la manifestazione dell’ oppozione dopo la manif del CNDD venerdi passato. 7 partiti dell’ opposizione. Polizia in stato d’ assedio con carri armati e elecotterì.
Ferti, anche tra la polizia, arresti numerosi.
Il dramma è che si usa i giovani per fare valere la propia visione, io resto al potere, io sono contro l’ attuale potere. E il Burundi, dopo 60 anni di violenza, si continua imperterriti. Sono stato dal vescovo. Mi ha convocato alle 8h30. Benissimo.
Ciao
Claudio
Diocesi: “Notizie che offendono la memoria delle saveriane uccise”
Pubblichiamo integralmente la precisazione arrivata dal direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Parma in merito alle ultime notizie sul caso delle tre suore assassinate in Burundi

“Le Missionarie e i Missionari Saveriani di fronte al diffondersi di notizie non documentate che offendono sia la memoria di Olga, Lucia, Bernadetta, uccise lo scorso 7 e 8 settembre in Burundi, sia l’opera di chi continua a servire con abnegazione  il bene della popolazione locale, precisano quanto segue.



Al centro di salute di Luvungi da sempre si curano tutti gli ammalati, senza distinzione o preclusione alcuna per la loro provenienza o per l’appartenenza religiosa: non si è mai rifiutato nessuno, né da parte delle sorelle, né da parte del personale sanitario.
In particolare, circa l’operato delle sorelle, va precisato che non lavoravano più a Luvungi e da due anni a questa parte non passavano neppure più da lì per andare in RD Congo, ma seguivano un’altra strada. Inoltre, hanno operato al Centro sanitario della parrocchia di Kamenge fino al 2007, anno in cui  questo incarico è stato assunto da un’altra Congregazione; così non hanno mai lavorato al Centro giovani Kamenge.
E’ assolutamente inverosimile che una di loro abbia mai detto di non curare una certa categoria di persone, come anche che abbiano comunicato a qualcuno di essere a conoscenza di traffici illeciti.
Le tre sorelle uccise facevano dei servizi semplici, di accoglienza in parrocchia, dove erano conosciute e stimate per la loro cordiale umanità. L’auspicio è che questo loro volto, insieme alla verità della loro morte, possa essere conosciuto e rispettato”.
Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali
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Questa voce è stata pubblicata il 18 aprile 2015 alle 8:34 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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