Gruppo Kamenge Pavia

La Cina in Africa

Pubblichiamo in fondo all’articolo il link a un interessante breve reportage sugli investimenti o comunque la politica della Cina in Africa, a opera di RaiNews24. È un interessante spunto che ci riporta alle riflessioni necessarie del ruolo che questa locomotiva mondiale ha in Africa, ma anche in Burundi.

Infatti, quest’estate apparse in ufficio a Bujumbura un articolo che titolava “Cooperazione Cino – Burundese: la Cina sborsa 22 milioni di dollari”. V’invitiamo a riflettere su cosa voglia dire tutto questo. “Cooperazione” ok, è semplice, un’azione coordinata tra due paesi, tendenzialmente di tipo economico. “La Cina sborsa 22 milioni di $” anche qui si capisce: è venuta a fare shopping, a portare avanti la colonizzazione, o com’è chiamato il safari cinese. Entrando nel dettaglio dell’articolo: i due paesi avevano siglato un accordo all’interno della cooperazione sud-sud, di tipo economico, tecnico e commerciale. I cinesi avrebbero dato un dono (stupido chi crede ancora a queste cose) di 7 milioni di $ ed avrebbe elargito un prestito di 15 milioni di $ senza tasso d’interesse (stupido chi crede ancora a queste cose), con per contorno un corso di formazione per una trentina di infermieri. Tralasciando il fatto che il Burundi non potrebbe siglare accordi di doni e di prestiti con altri stati se non dopo aver consultato la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, la cosa che ci lasciava senza parole è che nell’accordo (che per definizione prevede due parti siglanti ma anche un ritorno dichiarato per entrambe le parti) non si parlasse di cosa desse in cambio il Burundi a fronte di tutto ciò. Precedentemente, in luglio, si era stabilita la libera circolazione per il 60% dei prodotti burundesi esportati nel paese del Sol Levante, la costruzione del palazzo presidenziale (anche se non è ancora chiara la situazione catastale dei terreni che saranno usati per la costruzione), la costruzione di una scuola tecnica professionale, il soggiorno di esperti agronomi cinesi e la fornitura di materiali e apparecchiature mediche… ma anche qui erano tutte misure che andavano a vantaggio del Burundi e non della Cina. L’unica cosa che risultava nell’accordo di metà agosto a palese vantaggio del colosso asiatico era l’acquisto di due aerei cinesi da parte della Air Burundi, anzi dell’acquisto di uno e del regalo dell’altro… Bah. Quindi cosa riceveva in cambio che valesse tutti questi milioni? Solito discorso: colonizzazione. Vantaggi geopolitici, qualche risorsa, uno sbocco commerciale di tutto rispetto. E domani… chissà…

Qui il link al reportage: “La nuova Africa è made in China?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata il 5 giugno 2012 alle 2:19 pm. È archiviata in Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

4 pensieri su “La Cina in Africa

  1. Dario Pulcini in ha detto:

    Accusare da europei la Cina di colonizzazione, senza portare nessuna prova di tale comportamento, sembra essere più un pregiudizio anti-cinese tanto in voga, che un’analisi accurata delle motivazioni reali della Cina in Burundi. Sarebbe di certo più utile e serio un approfondimento di analisi geopolitica globale, piuttosto che utilizzare la scia di malcontento derivante da un’economia in forte crescita come quella cinese, rispetto alla nostra economia stagnante europea. Senza considerare che i primi sfruttatori e depredatori in Africa siamo noi europei. È facile far notizia con il senso comune dettato dai grandi media mainstream, più difficile è capire e analizzare le dinamiche economiche attuali nel mondo.

    • Sicuramente i cinesi hanno un comportamento coloniale come lo hanno avuto (e hanno troppo spesso ancora) gli europei. In Burundi ciò si manifesta seppur lievemente da diversi anni, con investimenti a doppio taglio e la prenotazione di risorse. E i dati lo dimostrano. Appena pronta la mia tesi proprio sulla presenza dei cinesi in Africa gliela segnalerò.

      • Sono passati diversi mesi, 7 per l’esattezza, quando vuole pronto a leggere la sua tesi.

      • Guardi, lavorando riesco a laurearmi solo ad aprile, appena in tempo per non andare fuori corso. Purtroppo ho sempre studiato mentre lavoravo e i tempi si sono allungati. Appena ultimata gliela giro in pdf.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: